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👉Ora ci si preoccupa molto del pieno di benzina o di non poter prendere…

👉Ora ci si preoccupa molto del pieno di benzina o di non poter prendere un aereo per andare in vacanza in Grecia o a Ibiza. Ma passato questo shock energetico, cui sopravviveremo e che sarà presto finito, ci troveremo davanti a un paio di problemi che nel frattempo sono cresciuti tanto. 👉 Per sua natura, l'Ue non adotterà mai politiche razionali, perché se lo facesse dovrebbe sciogliersi. Dunque si va verso un peggioramento della crisi industriale. L'indebolimento della domanda interna alla ricerca della competitività non subirà pause, e con essa non si attenuerà la compressione salariale, di cui l'immigrazione, anche irregolare, è componente fondamentale. Nè l'Ue chiuderà le porte alla Cina. Molte grandi aziende tedesche hanno un enorme volume d'affari con la Cina e il governo tedesco sinora si è schierato con esse, di fatto tenendo in ostaggio l'intera Europa. Inoltre, il Green Deal, che è ancora tutto lì, dipende in gran parte dai rapporti con la Cina. 👉 La soverchiante capacità industriale cinese sta ancora gonfiando il suo surplus commerciale, acuendo lo squilibrio mondiale. Ora tutti dicono che Pechino dovrebbe sostenere la domanda interna, sostenere i redditi per far crescere i consumi, riequilibrando così la bilancia commerciale e smettendo di campare sulla domanda altrui. Ma come può l'Ue, che fa esattamente la stessa cosa comprimendo la domanda interna per favorire la competitività, chiedere una cosa simile alla Cina? Non può, e soprattutto non può competere con l'enorme corsa agli investimenti in Cina, dove i cicli spinti e accelerati hanno prodotto un'industria di alta qualità a prezzi imbattibili. 👉Gli Stati Uniti, nonostante il caos apparente, sono ancora lì. L'economia presenta chiaroscuri, con alcuni dati non lusinghieri. I dazi non hanno prodotto inflazione, nonostante le cassandre, come ha riconosciuto anche la Fed, che ora è più preoccupata della crescita che dell'inflazione. In alcuni casi, minori importazioni hanno provocato effettivamente un aumento della produzione interna. In altri casi no, dunque l'effetto dei dazi è misto, sinora, ma certamente non c'è stata inflazione. Negli USA incombe una crisi del credito privato che coinvolgerà anche l'Europa (quante banche europee partecipano al business del credito privato americano? Poche o tante, l'impatto ci sarà). I dati sull'occupazione continuano ad essere inaffidabili, per usare un eufemismo, ma c'è da pensare che non si stiano creando molti posti di lavoro negli USA. Se e quanto c'entri l'intelligenza artificiale è ancora oggetto di valutazione. Nonostante questo, Wall Street è ai massimi, le grandi aziende fanno utili e gli afflussi di capitale negli USA aumentano. La differenza con il resto del mondo è proprio che l'ampiezza del mercato dei capitali USA oscura i problemi dell'economia produttiva. 👉In definitiva, però, è la capacità dei governi di decidere e agire di conseguenza a fare la differenza. Cina e Stati Uniti hanno strumenti e capacità di fare questo, ed anche se vi fosse una crisi finanziaria, essi hanno la capacità di intervenire. L'Europa no. L'Unione europea è un sacco vuoto, ma il problema non è questo. Il problema è che l'Ue viene spacciata come soggetto politico in grado di decidere e agire, cosa che non è. Questo crea la falsa idea che qualcuno a Bruxelles possa fare qualcosa. Non è così. Prima si smette di raccontare la favola dell'Unione che "fa cose", meglio sarà. https://x.com/i/status/2045610862761619639

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