Il Veritiero
@ilveritiero
Le affermazioni di Rutte possono essere vere ma anche abbastanza approssi…
Le affermazioni di Rutte possono essere vere ma anche abbastanza approssimative, e direi per giunta ambigue (ha parlato di 500 aerei, ma cinquecento aerei non li hanno impiegati gli USA in tutta la campagna, per cui in realtà dall'Italia possono essere partite semmai 500 sortite aeree da parte di un più limitato numero di velivoli). Il punto interessante su cui riflettere è però come mai gli spin doctor del rampante segretario NATO abbiano divisato di fargli fare queste dichiarazioni, veri fulmini a cielo sereno, e per quale motivo proprio con questa tempistica. La mia idea è che ci sia una sorta di controreplica indiretta o meglio di punizione da parte di Trump (il "Daddy" di Rutte, per usare le sue stesse parole) per l'autodifesa della Meloni che, per quanto fosse poco credibile, ha comunque tenuto il piede fermo e causato uno spiacevole contraccolpo al narcisismo patologico di Trump. Va anche detto che ormai sulla scena internazionale l'uomo arancione ha perso a tal punto credibilità che in effetti qualcuno potrebbe aver persino creduto alle repliche di Giorgia. Ad ogni modo si è voluto punire il governo sia per il "tradimento" italiano (che non c'è mai stato, ma il tentativo deve aver irritato abbastanza il Dipartimento di Stato, e sicuramente è stato percepito come tale), sia la lesa maestà nei confronti dell'inquilino arancione della Casa Bianca. La spallata è stata data avendo per obiettivo l'immagine "sovranista" e ribelle che il governo italiano ha cercato di intestarsi nelle ultime settimane. Ora, finita la guerra cinetica e avendo abdicato alla possibilità di colpire ulteriormente l'Iran, gli USA possono passare a regolare i conti con gli alleati insubordinati. Nel caso italiano deve essere stato facile perché la posizione del governo italiano è stata altalenante, a dir poco, passando da un primo sostegno indiscusso nelle fasi iniziali, a uno più condizionato e limitato nel secondo mese di guerra, su esempio spagnolo e francese. (Del resto non è mai successo che l'Italia cambiasse cavallo in piena corsa durante una guerra...). Le rettifiche del governo italiano non sono valse a tamponare il danno e l'offensiva comunicativa: sia sul piano internazionale che interno la subordinazione agli USA è stata riconfermata ed è stata messa in luce la natura fittizia e puramente di facciata dei tentativi di intestarsi una qualche autonomia strategica. Certo parliamo di pura guerra di comunicazione, ma la vendetta di Trump è servita, e non era difficile. Che poi Rutte, da segretario della NATO, fosse il ventriloquo di Trump non ci voleva molto a capirlo. C'è anche un livello di lettura più profondo e complesso. Uno dei trentasei stratagemmi cinesi recita "Additare il gelso per maledire la sofora". Per noi sarebbe a dire: parlare a nuora perché suocera intenda. L'amministrazione USA, contraddicendo la sua apparente facciata di disinteresse per l'Europa, sta dando un segnale ai sudditi europei, mettendo in luce le loro debolezze e ridicolizzandone le pretese di autonomia. Scoraggiando eventuali tentativi futuri di disallineamento. Al tempo stesso gioca un sottile esercizio psicologico nel mostrare come gli alleati della NATO siano invece pronti a seguire il dominio americano, in un rapporto che il cinismo trumpiano non permette più di nascondere dietro ipocrisie di facciata. E proprio questo tradire ogni bon ton diplomatico è la cifra della comunicazione trumpiana. Questa è la riprova del marchio di fabbrica dietro l'uscita di Rutte. https://t.me/IlVeritiero
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